Ogni luogo acquista nell’immaginario collettivo una serie di stereotipi che diventano verità agli occhi di chi non li conosce.
Così in Valle d’Aosta ci sono le piste da sci, in Piemonte la Fiat, in Toscana le opere d’arte, in Sicilia costruzioni abusive, in Sardegna acque cristalline, in Calabria «bei posti, ma gestiti male».
Chi vive in questi luoghi o, comunque, si sofferma ad osservarli con occhio e mente privi da ogni preconcetto si rende conto che oltre alle apparenze c’è tanto, tanto altro.
L’Università della Calabria è «il ponte». E il ponte è pieno di studenti che chiacchiarano fra loro mentre, tra un caffè e una sigaretta, si dirigono verso l’aula in cui si svolgerà la prossima lezione. Il ponte è pieno di passi: quelli veloci di chi è in ritardo e quelli lenti e rilassati di chi, al contrario, è arrivato troppo presto. È pieno di professori che, non troppo diversamente dagli alunni, si ritrovano a passeggiare sulle grate di ferro del «Pietro Bucci».
Ma l’UniCal è nota anche per le lezioni che iniziano sempre troppo tardi (tranne il giorno in cui la sveglia non ha suonato), per i professori scontrosi e la segreteria quasi inutile. Tutto come previsto dai migliori luoghi comuni.
Eppure analizzando bene quella stessa università si può vedere come in realtà un esame così superficiale non lasci intravedere luoghi più tranquilli, angoli nascosti che aspettano solo di essere scoperti per poter regalare a chi ne abbia bisogno, qualche attimo di inaspettato relax.
Giulia Guzzardi è una studentessa dell’UniCal. Da qualche anno ogni mattina prende il bus e percorre a piedi tutto il ponte, fino ad arrivare ai cubi di ingegneria.
A Giulia Guzzardi piace osservare gli ambienti in cui si muove: forse è per questo che ha scoperto di avere una passione per la fotografia, vista come un modo per poter dire la sua su ciò che la circonda. 
Così, ogni mattina, Giulia Guzzardi attraversa il ponte ma lo fa tenendo gli occhi aperti e se c’è qualcosa che stuzzica la sua fantasia, qualcosa che va oltre i luoghi comuni dell’UniCal alza il telefonino e scatta un’istantanea.
Riguardando tutte le istantanee scattate in quasi due anni si rende conto che fra le fotografie ci sono dei temi comuni. Perché, allora non riunire questi scatti in pannelli tematici che raccontino un’università diversa? È così che nasce UNICALmente. I cinque pannelli che costituiscono la mostra riguardano rispettivamente i Cubi, il Verde, le Sedute, le Scritte e gli interni.

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Dalla presentazione della mostra UnicalMente.
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